IL PORTAFOGLIO DELLA ROMA 2019 di Marco De Santis

Cosa aspettarsi dalla sessione estiva di calciomercato dei giallorossi.

 

Un anno fa la Roma si è “liberata” dei vincoli del Settlement Agreement Uefa, ma la mancata qualificazione alla Champions League 2019-’20, unita a qualche scelta strategica sbagliata, riporta i giallorossi in una situazione abbastanza complicata dal punto di vista economico: una questione che inciderà notevolmente sulle prossime sessioni di mercato.

 

Partiamo dall’ultimo bilancio ufficializzato, quello del 2017-’18, chiuso dalla Roma con un passivo di 25,5 milioni. Una volta scorporati i costi virtuosi e le tasse, il passivo ai fini del Fair Play Finanziario si abbassa a 8 milioni, un risultato senza dubbio confortante ma fortemente condizionato dal raggiungimento della semifinale di Champions League: i soli ricavi collegati alla partecipazione alla massima competizione europea hanno portato nelle casse del club 98,4 milioni.

L’anno precedente, invece, si era chiuso con un deficit di 42 milioni, pari a circa 26 milioni di passivo per il Fair Play Finanziario: il che vuol dire che il terzo anno del triennio 2016-’19 si dovrà chiudere con un deficit inferiore ai 13 milioni, che permetta di iscrivere a bilancio del FFP circa 4 milioni di attivo e raggiungere l’obiettivo necessario per non essere nuovamente sanzionati dall’Uefa con un nuovo Settlement Agreement.

L’obiettivo non è impossibile ma servirà necessariamente incassare delle plusvalenze entro il 30 giugno.

 

Quanto manca alla Roma?

Dalla Champions League si possono stimare ricavi inferiori alla scorsa stagione per 32,5 milioni. La scelta di investire parte dei ricavi della Champions League 2017-’18 in nuovi giocatori, nonostante le contemporanee cessioni di altri, ha fatto salire il costo del personale ha comportato un aggravio sui conti societari di 30 milioni.

La Roma, però, ha ottenuto 30,5 milioni in più del 2016-’17 come plusvalenze, in particolare grazie alla cessione di Alisson e Strootman, e gli accordi con Qatar Airways, Hyundai e Betway hanno fatto aumentare i ricavi commerciali di 12 milioni. Con questi dati, i giallorossi si dovrebbero ritrovare con una stima di bilancio 2017-’18 peggiorata negli ultimi dodici mesi di circa 20 milioni e quindi, con un deficit previsto di 45,5 milioni, la parte rilevante per il Fair Play Finanziario del passivo sarebbe di circa 28 milioni.

E allora per arrivare all’attivo di 4 milioni segnalato in precedenza ne servirebbero altri 32. Nella conferenza stampa del suo addio Totti ha fatto riferimento a un passivo di 60 milioni, quindi è possibile che a causa di variazioni negative di altre voci di bilancio i milioni da incassare entro giugno si avvicinino ai 45 spesso citati dai mass media. Questo non possiamo saperlo con certezza.

Di sicuro sappiamo che 4,5 milioni sono arrivati grazie ai bonus scattati con la vittoria della Champions League del Liverpool, relativi alle posizioni di Alisson e Salah. Per trovare gli altri milioni necessari, le situazioni da tenere maggiormente d’occhio sono quelle di Dzeko (4,6 milioni di ammortamento residuo, 20 milioni la richiesta della Roma, meno di 15 per ora l’offerta dell’Inter), Manolas (4,9 milioni di ammortamento residuo, clausola rescissoria di 36) e Ponce (1,5 milioni di ammortamento residuo, su cui c’è già un interessamento dello Spartak Mosca che pare pronto a offrire 7 milioni).

Il nodo delle plusvalenze di questo giugno però non è quello più difficile da sciogliere per la Roma. La mancata qualificazione alla prossima Champions League (segnalata come causa di un sicuro ridimensionamento delle ambizioni societarie da Ranieri), l’aumento del costo del personale e una stagione che – a differenza delle previsioni di Monchi – non ha contribuito ad aumentare il valore dei tanti nuovi acquisti della scorsa estate (fatta eccezione per Zaniolo), sono motivi di forte preoccupazione per le sorti del bilancio 2019/’20 e di conseguenza per il soddisfacimento del vincolo del break-even richiesto dall’Uefa per il triennio 2017/’20.

Rispetto ai ricavi di questa stagione, anche ipotizzando un ottimo cammino in Europa League che possa portare almeno 20 milioni nelle casse giallorosse (equivalente a un approdo in semifinale), gli introiti da competizioni Uefa scenderanno almeno di 46 milioni. Inoltre, si ripartirà da zero con le plusvalenze che finora nella stagione 2018/’19 hanno raggiunto la ragguardevole cifra di 82,4 milioni. E va tenuto conto anche che, nonostante l’addio di De Rossi, i rientri da prestito di alcuni giocatori hanno per ora comportato un aggravio a bilancio sul monte ingaggi di altri 4,7 milioni.

La somma di queste tre voci negative fa stimare in circa 133 i milioni mancanti rispetto alla stima di bilancio del 2018/’19, attualmente di -56 (prendendo per buone le parole di Totti e contando i milioni nel frattempo incassati per Alisson e Salah). Ciò vorrebbe dire un deficit di partenza di -189 milioni, stimabili in -171,5 circa per il Fair Play Finanziario.

Così, per il calcolo del break-even triennale (contando il -8 milioni del 2017-’18 e l’auspicato +4 del 2018-’19) la Roma potrebbe anche permettersi di chiudere il 2019/20 con un -26 di bilancio valido per il Fair Play Finanziario. Mancherebbero quindi all’appello più di 140 milioni, che dovranno essere recuperati fra il 1°luglio 2019 e il 30 giugno 2020 tramite plusvalenze, tagli nei costi di stipendi e ammortamenti ed eventuali altri ricavi commerciali, questi ultimi non certo favoriti dai risultati dell’ultima stagione.

 

Come trovare 140 milioni?

La cifra da recuperare risulta elevata anche in virtù del fatto che l’organico della Roma non sembra particolarmente affollato di calciatori in grado di garantire elevatissime plusvalenze. A meno di sorprese, è da escludere che questi soldi possano essere ricavati nella sola sessione estiva del 2019 e lo scenario più probabile è che parte del lavoro resterà da fare entro giugno 2020, con la speranza che altri giocatori nel corso di questa stagione aumentino il proprio valore.

Non ci si deve quindi aspettare un mercato in entrata all’insegna di colpi clamorosi, né l’arrivo di giocatori estremamente costosi e dall’ingaggio elevato. Non sembrerebbe lungimirante nemmeno uno scambio con la Juventus nel quale sarebbe coinvolto Higuain, di cui si è parlato in questi giorni (anche se quando entrano in gioco gli scambi le opportunità di ottenere un risultato economico utile nel breve periodo a volte sono ritenute più importanti di eventuali appesantimenti dei bilanci futuri).

Tutti i nomi usciti in questo periodo che abbiano costi di cartellino attorno al massimo di 20 milioni, e stipendi sostenibili (come per esempio Ismaily, Verissimo, Guedes, Pau Lopez, Veretout, Barkas, Perin e il duo Florentino Luis, Bruno Guimaraes, a patto di non comprare questi ultimi ai prezzi della loro clausola) sono acquisti possibili, anche se ovviamente vincolati a eventuali cessioni.

In uscita, la plusvalenza maggiore (entro giugno 2020) potrebbe essere realizzata con Zaniolo (ammortamento residuo 4,6, richiesta per il cartellino di 70 milioni anche se in caso di necessità la Roma potrebbe accontentarsi di qualcosa in meno). Poi, oltre ai già citati Dzeko, Manolas e Ponce attenzione ci sarà da tenere conto degli ammortamenti residui di Cengiz Under (9,5 milioni, con l’Everton che ha presentato un’offerta vicina ai 30 al momento rifiutata), Defrel (12 milioni), Gerson (8,1 milioni), Gonalons (4,1 milioni), El Shaarawy (3,2 milioni, in scadenza nel 2020), Kolarov (1,9 milioni), Olsen (9,2 milioni) e Lorenzo Pellegrini (7,9 milioni e clausola rescissoria di 32).

In definitiva sembrerebbe un periodo di transizione per la Roma, in cui pagare il conto di alcuni errori passati ma che, al tempo stesso, potrebbe servirle per rinnovarsi e cominciare un nuovo ciclo virtuoso, che insieme all’aumento del valore dei giocatori e al raggiungimento di risultati sportivi migliori della stagione passata possa anche riportare un po’ di fiducia nei tifosi.

 

 

Il portafoglio della Roma 2019

MARCO DE SANTIS, laureato in Scienze Statistiche ed Economiche, proprietario del blog “Calcio e Altri Elementi”, dedicato ad approfondimenti statistici, economici e regolamentari relativi al calcio e ad altri sport.

ASSEMBLEA AZIONISTI A.S. ROMA – 24 giugno 2019

ORDINE DEL GIORNO:

Parte ordinaria: 

  • nomina di un componente del Consiglio di Amministrazione in sostituzione del consigliere dimissionario; deliberazioni inerenti e conseguenti;

Parte straordinaria: 

  • proposta di eliminazione dell’indicazione del valore nominale delle azioni ordinarie A.S. Roma S.p.A. e conseguente modifica dell’articolo 5 dello Statuto Sociale; deliberazioni inerenti e conseguenti;
  • provvedimenti ai sensi dell’art. 2446 cod. civ.: riduzione del capitale sociale per perdite e conseguente modifica e aggiornamento dell’articolo 5 dello Statuto Sociale; delibere inerenti e conseguenti. Capitale sociale e diritti di voto Il capitale sociale sottoscritto e versato è pari ad Euro 94.332.348,00 rappresentato da n. 628.882.320 azioni ordinarie del valore di Euro 0,15 ciascuna. Ogni azione dà diritto ad un voto.

Cosa è successo in Assemblea

15.15 – L’Assemblea ha inizio.

Consiglieri presenti per rispondere alle domande degli azionisti:

Vice Presidente Mauro Baldissoni, il CEO Guido FiengaGianluca Cambareri e Benedetta Navarra.

15.18 – Presenti 27 aventi diritti al voto. Si inizia con il primo punto di parte ordinaria, la nomina di Gregory Scott Martin al posto del dimissionario Stanley Gold.

15.21Mauro Baldissoni, spiegando le modalità di svolgimento dell’assemblea, puntualizza:

Cogliamo l’occasione per ricordare che UniCredit non vanta crediti societari sulla Roma. Lo ripetiamo almeno da 5 anni, ma ogni tanto ci tocca leggere queste cose”

15.33 – Intervento dell’azionista Fabio Palma:

Il nostro presidente non se fa vede’ mai, nemmeno oggi… Ora a Boston è ora di colazione, poteva mandarci un saluto in vestaglia e pigiama in conference call. Questa società spende tanto in comunicazione ma non si impara mai dagli errori commessi in passato… Adesso a cosa ci serve un nuovo consigliere d’amministrazione? Quello vecchio si era mai visto? A cosa serve? A riempire la società di amici del presidente?!  So che non dovrei dire certe cose, ma adesso bisognerebbe preoccuparsi di problematiche ben più serie”.

15.43 – Intervento dell’azionista Mario Staderini:

Vorrei capire quanto spende la società per la parte sportiva e invece quanto si spende per dipendenti e attività non legati alla parte sportiva. Inoltre vorrei chiedere che incarico ha Franco Baldini e da chi e per quanto viene stipendiato. In che modo i consigli di Baldini vengono comunicati ai dirigenti della Roma? Vi parla direttamente o Pallotta vi fa da tramite? Qual è la cifra di ricavi della Soccer Sas, che gestisce i diritti visivi della A.S. Roma e quanti di questi ricavi vengono investiti nella parte sportiva? Che politica si attuerà rispetto alla vendita delle maglie di Totti? Verranno vendute maglie di Baldini? Vorrei anche alcuni chiarimenti rispetto alla cessione di due giovani della Primavera al Torino per far arrivare il ds Petrachi. Sullo stadio: state valutando qualche sito alternativo a Tor di Valle? Ci confermate che anche per Fiumicino si tratta di terreni privati per cui servirebbe comunque l’approvazione della variante urbanistica? Io ho visto un’idea progettuale, in quattro anni sarebbe possibile giocare una partita, mi metto a disposizione per mettervi in contatto con l’ingegnere che potrebbe realizzarlo. In maniera gratuita, perché sono un tifoso della Roma. Vorrei sapere inoltre se è vero che si è realmente sondato il terreno per l’operazione di acquisizione della maggioranza societaria da parte del Qatar? Da allora le cose sono andate avanti? E’ vero che QSI ha espresso riserve e preoccupazioni sul progetto Stadio. Chiudo infine riguardo Pallotta: l’ultimo giorno che è stato in Italia era lo scorso anno quando sono scattate le inchieste?. Perché Pallotta non viene in Italia da più di un anno? Perché vengono fatte a Londra? Quanto costano le trasferte per queste riunioni?”

15.49 – Riprende la parola l’azionista Fabio Palma:

Mi domando: che previsioni avete per l’ultimo trimestre? Finora si è parlato di dati che si fermano al 31 marzo, così ci lasciate come un’anatra zoppa… Cosa succederà dopo? Che progetti avete per il futuro? Riuscirete ad abbassare il monte ingaggi? Vogliamo continuare a prendere giocatori costosi, giudicati forti forse soltanto in base al valore del loro cartellino? Chi ha dato tutta quella libertà a Monchi? Il favore ai qatarioti lo abbiamo fatto noi, andando a prendere Pastore… Continuiamo, per quanto riguarda le sponsorizzazioni, a vivere di piccole sponsorizzazioni rispetto alle big europee. Cosa succederà in futuro?  Se non abbiamo i soldi per fare concorrenza al  Real Madrid, forse dovremmo cercare di lavorarci, valorizzare i giovani invece che darli via. Non avevamo un sistema infallibile per trovare giovani campioni? Invece di spendere 40 milioni per un giocatore, spendiamone 5 per 8 giocatori invece di prendere i bidoni che sono stati comprati…”

15.50 – Pausa prima delle risposte dei consiglieri

16.25 – Riprendono i lavori.

16.37 – Al primo intervento dell’azionista Fabio Palma replica il vicepresidente Mauro Baldissoni:

Riguardo l’utilità del nuovo consigliere: Stanley Gold (ex consigliere) ha partecipato al 71% delle assemblee, lo stesso avverrà con il suo sostituto Martin. Essendo consigliere la sua presenza costante a Trigoria non è necessaria. Sugli sponsor, che ci vedono ‘piccoli’: con gli sponsor sulle maglie da gioco e da allenamento il valore della maglia in Italia è secondo solo alla Juventus. Tutto ciò nulla ha a che vedere con il calciomercato, quindi non ha nulla che vedere con Pastore e ad un presunto favore fatto a Qatar Airways (come aveva supposto Palma). Il costo del personale non sportivo è del 9% del costo generale sportivo. Riguardo il merchandising legato a Totti: non esistono le maglie di Totti, esistono le maglie personalizzate con il nome che si preferisce. La quota di vendita è quella che si calcola sullo storico delle vendite delle maglie della Roma, come ogni anno. Lo stadio? Siamo in un’assemblea della A.S. Roma, io mi occupo dello stadio perché nella legge sugli stadi è richiesta come requisito la presenza di un rappresentate della società sportiva. Non c’è un tema di problematica di finanziamento per le infrastrutture o di costruzione, non è un tema oggetto di discussione. Sul progetto alternativo a Fiumicino: è senz’altro opportuno per gli investitori valutare proposte alternative per salvaguardare gli investimenti già effettuati, nell’eventualità, oggi non attesa, in cui dovesse esserci un esito negativo con il Comune di Roma. Riguardo l’interesse del Qatar Sports Investment, si tratta di voci assolutamente false, non c’è alcun elemento di alcun tipo. Pallotta si reca spesso a Londra perché la Roma ha un ufficio ricavi che si trova lì, non è un caso che si fermi a Londra per fare riunioni. Sulla seconda squadra, la Roma segue la situazione, ma fino ad ora non sono state riscontrate le condizioni per aderire e perseguire questo progetto. Non siamo gli unici a non aver riscontrato le condizioni. Nel frattempo inizieremo un progetto con l’Under 18 per proseguire il progetto di crescita dei giovani, a cui la società dà molta attenzione

16.45 – Intervento di Guido Fienga:

Cosa aspettarsi per il prossimo trimestre? I dati saranno in linea con quelli del trimestre precedente. Al termine dell’anno subentrano le operazioni di cessione che genereranno dei ricavi di cessione asset. La cessione degli asset viene messa in pratica soltanto se si verificano le condizioni necessarie per cedere un asset che non viene utilizzato e da cui si può trarne vantaggio. Riguardo il costo generale della squadra, ,come ha ammesso lo stesso Pallotta, sono stati commessi degli errori, il costo è aumentato ma non il livello di competitività. Stiamo lavorando per riequilibrare i costi compatibilmente con le ambizioni sportive che restano molto alteBaldini? E’ un consigliere dell’azionista di maggioranza. Non ha alcun ruolo nella governance della società. Il management della società è il soggetto collettivo che elabora le strategie e ne determina le scelte. Molti investitori come Pallotta si avvalgono del parere di esperti: Baldini evidentemente è uno di questi. L’azionista di maggioranza fa quello che gli americani chiamano ‘challenge’: la verifica delle proposte che arrivano dalla società con i suoi consulenti. Da quanto posso testimoniare dico questo: dal momento della scelta del sostituto di Di Francesco, alla scelta del nuovo tecnico, è avvenuto tutto con un possesso decisionale finalizzato dal management della società”

16.50 – Replica dell’azionista Fabio Palma:

Abbiamo avuto esperienze drammatiche e si è sviluppata un’ondata di panico mondiale, ci guardano sempre per cose poco interessanti. Ci piacerebbe che si interessassero per cose belle. Mi piacerebbe competere con dignità e orgoglio, parola che è circolata poco tra i suoi giocatori e staff tecnico. Bisognerebbe puntare su questo, su una maggiore voglia di affermarsi, mettendo da parte individualismi. Con un po’ di disciplina? Fienga, si fa carico lei di riportare ordine? I giocatori sono arroganti e egoisti, la cosa peggiore. Voglio ringraziare il settore giovanile della Roma, che si è ben comportato ed ha vinto un titolo ed una Supercoppa”. 

16.57 – Risponde Guido Fienga:

“Sui giovani che stanno andando al Torino: si pensa che siano legati al ds che probabilmente arriverà. Negli ultimi 5 anni sono andati 5 giocatori del settore giovanile a giocare nel Torino. La dinamica è che i giovani quando percepiscono di non trovare spazio, vanno altrove. La Roma è una delle società più ambite, con un livello di competizione molto alto per il settore giovanile: questa società non lascia partire i giocatori che pensa di voler tenere. Il consulente Baldini è pagato dall’azionista, quindi da A.S. Roma Spv Llc, è un consulente di questa società. L’ufficio di Londra ha un gruppo molto ristretto di professionisti molto esperti. I frutti di questo lavoro si sono visti: abbiamo uno sponsor che in Serie A ci ha portato ai vertici, siamo secondi solo alla Juventus nei ricavi da sponsorizzazioni. Ora stanno cercando altri sponsor”

17.01 – Termina la discussione, si passa alle deliberazioni sull’ordine del giorno.

17.05 – Approvata la delibera del primo punto all’ordine del giorno: Scott Martin eletto nel CdA di A.S. Roma in sostituzione del consigliere Stanley Gold.

17.14 – Approvato anche il secondo punto dell’OdG – la proposta di eliminazione dell’indicazione del valore nominale delle azioni ordinarie A.S. Roma S.p.A. e conseguente modifica dell’articolo 5 dello Statuto Sociale

17.25 – Approvato anche il terzo e ultimo punto – provvedimenti ai sensi dell’art. 2446 cod. civ.: riduzione del capitale sociale per perdite e conseguente modifica e aggiornamento dell’articolo 5 dello Statuto Sociale. Capitale sociale e diritti di voto Il capitale sociale sottoscritto e versato è pari ad Euro 94.332.348,00 rappresentato da n. 628.882.320 azioni ordinarie del valore di Euro 0,15 ciascuna

L’Assemblea si è conclusa.

GUERIN SPORTIVO – RIVOLUZIONE CINESE

UN PAESE CHE HA DECISO DI PUNTARE SUL CALCIO: IL PRESIDENTE XI JINPING VUOLE UNA NAZIONE LEADER DELL’ASIA ENTRO IL 2020, ORGANIZZARE I MONDIALI 2050 E… VINCERLI! E L’ITALIA PUO’ DARE UNA MANO.

“La Cina è l’altra faccia delle Luna. Il calcio da quelle parti sta cercando di scoprire il nuovo mondo. E’ in atto un radicale cambiamento, uno sorta di rivoluzione finanziaria e sportiva che, a lungo termine, potrebbe stravolgere le gerarchie dello sport più popolare del pianeta.”

Inizia con queste parole l’articolo di Dario Torromeo sulla “Rivoluzione Cinese” del mondo del calcio, e non solo! Di seguito il pezzo uscito sul Guerin Sportivo nella sua edizione n.12 di Novembre 2018.

REPORT CONFERENZA DI ORGANIZZAZIONE 25/9/2018 IL PADIGLIONE ITALIA PER PARTECIPARE ALLA CWFE COME SISTEMA PAESE!

Conferenza di Organizzazione

Il Contributo italiano allo sviluppo dell’industria del calcio in Cina

“La Cina si sta occidentalizzando” titola così il TGR nel suo servizio sulla Conferenza di Organizzazione per la presenza italiana alla China World Football Expo di Pechino (clicca qui per vedere il video – min. 15.50). L’atteso evento ha avuto luogo martedì 25 settembre 2018, nella splendida cornice della Sala Polifunzionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Ital-Brand, con i suoi Partner Stefano Rolando, Sergio Miotto e Massimo Clerici, il Comitato Nazionale Italiano Fair Play, rappresentato dal suo Presidente Ruggero Alcanterini e da Francesco Campana (Delegato allo Sport), RomExpo con il suo Presidente Armando Soldaini, sono state liete di organizzare l’intera giornata di lavori con lo scopo di chiarire quale possa essere, incentivare e sostenere “Il contributo italiano allo sviluppo dell’industria del calcio in Cina”.

L’evento, con il Patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, è stato aperto dall’intervento del Segretario Generale di Palazzo Chigi Roberto Chieppa, che ha ricordato l’interesse e l’impegno del nostro Governo nel rinsaldare i rapporti economici e politici fra Italia e Cina.

Tra gli interventi illustri dei rappresentanti della Presidenza del Consiglio dei Ministri, hanno spiccato: il discorso di apertura dei lavori pomeridiani di Francesco Tufarelli, Dir. Generale degli Affari Regionali e delle Autonomia, che ha voluto sottolineare come il presentarsi alla fiera in forma compatta, come Sistema Italia, impedirà la parcellizzazione di intenti e risultati sia per le imprese che per le Regioni interessate; e di Michele Marino, Dir. di I Fascia della Presidenza, che, oltre ad aver avuto un ruolo importante nell’organizzazione dell’evento, ha presentato le eccellenze del nostro paese come reali possibilità di cooperazione a lungo termine con la Cina, e ha condotto in modo impeccabile gli interventi del Panel I – Il know-how italiano per le nuove frontiere del calcio. Mario Passetti, Amministratore Delegato del Cagliari Calcio, con il suo contributo (Le nuove frontiere del calcio globale – Cagliari Calcio), ha esplicitato come una squadra possa crescere con un piano di sviluppo a breve e lungo termine: usando l’esempio della costruzione di uno stadio e del progetto di evoluzione nel tempo dello stesso, ha palesato i benefici di immagine e, soprattutto, economici dell’operazione che lui e i suoi collaboratori stanno portando avanti con maestria ed impegno. Dopo il contributo video

della As Roma, il Prof. Maurizio Petrangeli, Direttore del Dipartimento di Architettura e Progetto, nonché coordinatore del Master in Costruzione di Impianti Sportivi dell’Università la Sapienza di Roma, ha esposto le caratteristiche tecniche della progettazione e realizzazione di uno stadio in relazione alle richieste del territorio di destinazione e l’importanza di solide collaborazioni con il versante cinese. Il contributo accademico del Rettore dell’Università del Foro Italico, Fabio Pigozzi, ha invece esplicitato il ruolo fondamentale delle scienze motorie sulla formazione individuale, sociale, quasi civile, di chi pratica uno sport di coesione come il calcio. Condotto da Marino e presentato da Clerici, Don Mino Gritti, illustre rappresentante dei Centri Salesiani Italiani, ha raccontato dell’impegno delle loro strutture sulla formazione giovanile e del valore del gioco di squadra che il calcio trasmette a chi lo pratica sin dalla tenera età.

Il Sistema Italia deve fare squadra per vincere la sfida con gli altri paesi e contribuire allo sviluppo del calcio in Cina. Con questo appello Antonino La Spina, Direttore dell’Ufficio Marketing dell’Istituto del Commercio Estero, ha concluso i lavori della Conferenza di Organizzazione in vista della fiera mondiale del calcio in programma a fine novembre a Pechino. “C’è molta più Italia in Cina di quel che si racconta” ha detto La Spina “Ma troppo spesso i nostri progetti sono realizzati da altri, perché non riusciamo a far viaggiare insieme pubblico e privato”. “Dobbiamo accogliere le competenze che derivano dalle esperienze di successo” ha detto Maurizio Pimpinella, Presidente della Associazione Prestatori di Servizi di Pagamento “e integrarle nel nostro sistema Paese a livello politico, giuridico, tecnologico e culturale”. “Occorre perciò” ha sottolineato Antonello De Riu, Consigliere del Ministero degli Esteri “una cabina di regia, che promuova e organizzi le iniziative per far crescere l’industria del calcio cinese” (Il ruolo delle strutture per l’internazionalizzazione). De Riu, oltre ad intervenire ha coordinato il Panel V – Il ruolo delle strutture per l’internazionalizzazione, che ha visto l’intervento di Maria Elena Rossi, Direttrice Marketing e Promozione di Enit, esporre le grandi potenzialità del mercato turistico cinese (Enit e il turismo Italia-Cina); Francesco Tilli, Responsabile delle Relazioni Esterne per il Gruppo Simest e rappresentante di Sace, ha presentato il video creato da Proger

ed Experience Italy come proposte per portare in Cina una vera e propria “esperienza di Italian Lifestyle, per promuovere le eccellenze del Made in Italy, dal settore moda al food, dal design fino alla passione per il calcio, attraverso la valorizzazione della cultura italiana ed una gestione integrata di servizi logistici, pubblicitari e commerciali”.

La Cina è vicina, anzi sempre più vicina al mondo del calcio e chiede all’Occidente know-how, tecnologie, ingegneria e capacità di costruire squadre di alto livello. L’Italia, perciò, vuole essere presente come sistema-Paese alla seconda edizione della China World Football Expo di Pechino (30/11-2/12/2018). “L’Expo” ha detto Laura Mazza, CDA di FederFormazione e Segretario Generale di Unimpresa “Deve essere un punto di partenza e non di arrivo, un campo di prova per il successo del partenariato pubblico/privato”. La necessità di non vanificare le preziose risorse scaturenti dalle nostre diversità territoriali, è stata espressa sia da Mario Gay, Direttore Generale dell’ Osservatorio Interregionale Cooperazione e Sviluppo, che da Rodolfo Martina, Coordinatore dell’Agenzia Investimenti FVG e rappresentante al convegno della Regione Friuli Venezia Giulia.

La fiera nasce dalla campagna di promozione e diffusione del calcio attualmente in corso ed è riconosciuta dal Governo della Repubblica Popolare Cinese come evento centrale per il suo programma di forte valorizzazione di questo sport. La Cina punta, entro dieci anni, a diventare la più forte nazionale in Asia e, nel 2050, addirittura la prima al mondo. Cosa può fare il Made in Italy, cioè tutto quel che ruota intorno all’industria calcistica? Di questo si è parlato, a Roma, alla Presidenza del Consiglio, nella Conferenza di Organizzazione del Padiglione Italia. Dario Boldoni, Presidente di Innovare e Costruire, Carlo Piemonte, Direttore di Cluster Arredo/Casa FVG e Giampaolo Nardozi, Direttore di The Hub srl, hanno esposto il punto di vista delle imprese interessate a partecipare alla CWFE di Pechino. Carlo Piazzoli, Direttore dell’International Soccer Accademy, con il suo reportage sul China Summer Camp

e sulla città degli Acquiloni e la progettazione di un impianto sportivo integrato al territorio (Sport Center BINHAI) ha contribuito a creare un’immagine reale di come operare in questa iniziativa dalle possibilità sterminate.

Il calcio in Cina sta diventando una vera e propria industria: 160 milioni di praticanti, quasi mezzo miliardo di persone che si dicono interessate al calcio, con le famiglie che hanno quasi raddoppiato, negli ultimi cinque anni, le spese per “attività ricreative”. Questi sono alcuni dei dati sui quali si è basata la relazione di Tommaso Nastasi, Partner di DELOITTE, che ha parlato delle opportunità di business in Cina per i club europei (Relazione). Basti pensare alle così dette FootBall Town, centri commerciali e sportivi che stanno crescendo a vista d’occhio (96 oggi, 150 fra due anni), segno della dilagante passione cinese per il calcio. Andrea Canapa, della Fondazione Italia-Cina, ha sottolineato il vero e proprio boom delle scuole calcio: 20.000 oggi, 50.000 nel 2025 (Fondazione Italia-Cina). Non più un paese a caccia di stelle del calcio europee, bensì sempre più impegnato a crearne di proprie: un freno agli acquisti e più investimenti nel settore giovanile. Di qui l’importanza di un contributo anche italiano alla costruzione di impianti, alla formazione di allenatori e manager. Temi toccati da Giuseppe Righini dell’Associazione Italiana Allenatori Calcio (Il calcio come strumento di aggregazione) e dall’antropologo dell’Università di Firenze, Gennaro Testa, tra gli artefici delle fortune calcistiche in quel di Coverciano negli anni novanta. L’intervento del Prof. Enzo Peruffo, Direttore Executive Education Open della Business School della Luiss, ha sottolineato quanto sia essenziale, per un’efficiente e produttiva riuscita degli investimenti finanziari di una squadra di calcio, una formazione di alto livello sul management in ambito calcistico. Su questi argomenti, hanno detto la loro anche Claudio Pasqualin, Presidente e Segretario Generale degli avvocati procuratori del calcio italico e Enrico Castellacci, storico esperto di medicina sportiva, nonché medico della Nazionale Italiana. Tutto questo, e molto altro, a Pechino, avrà spazio e tempo per essere esposto e condiviso nella grande vetrina del Padiglione Italia. Una nota di colore è emersa nel corso del dibattito: visto che in Italia c’è la più consistente comunità cinese d’Europa, prima la Lazio e poi il Napoli hanno voluto festeggiare il Capodanno d’Oriente in grande stile: la prima nello stadio Olimpico e la seconda con magliette e gadget dedicati. Anche questo è il calcio, quello che favorisce  il dialogo fra due culture e due economie.

 

CONFERENZA DI ORGANIZZAZIONE – ROMA – 25 SETTEMBRE 2018 – IL CONTRIBUTO ITALIANO ALLO SVILUPPO DELL’INDUSTRIA DEL CALCIO IN CINA

IL PROGETTO DI ITAL-BRAND PER LA PARTECIPAZIONE DEL “SISTEMA ITALIA” ALLA CHINA WORLD FOOTBALL EXPO 2018

Il Consorzio Ital-Brand e il Comitato Nazionale FairPlay Italia, allo scopo di assicurare la partecipazione coordinata ed il contributo del Sistema Italia allo sviluppo dell’industria del calcio in Cina, hanno concordato di organizzare una Conferenza di Organizzazione per strutturare l’area italiana nella CWFE in un unico padiglione.

L’obiettivo è quello di presentare le potenzialità del Sistema Italia e, inoltre, quello di favorire la presenza, esportandone l’eccellenza, delle filiere produttive italiane.

L’evento di Pechino è rivolto non solo al mondo del calcio, ma all’intera realtà di imprese interessate alla costituenda rete cinese di stadi/mall e può, quindi, essere una prestigiosa vetrina per il sistema commerciale italiano.

La partecipazione alla prossima edizione del CWFE può costituire per molte imprese del nostro paese una fondamentale opportunità per una penetrazione efficace nel mercato cinese.

Di seguito troverete il Save the Date, il Programma Preliminare e il Form da compilare per partecipare alla Conferenza prevista per Martedì 25 Settembre 2018.

SAVE THE DATE!

PROGRAMMA DELLA CONFERENZA DI OGANIZZAZIONE

RENDERING DEL PROGETTO PADIGLIONE ITALIA

REGOLAMENTO PER LA COMPILAZIONE DEL FORM PER LA RICHIESTA DI PARTECIPAZIONE ALLA CONFERENZA DI ORGANIZZAZIONE:

La Sala Polifunzionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri è sede istituzionale del Governo e, come tale, ha un regolamento interno preciso da rispettare. Come organizzatori dell’evento del 25 settembre p.v. comunichiamo quanto segue:

  • La richiesta di partecipazione è personale e uninominale, ogni individuo deve compilare il form, in ogni sua parte, con i dati personali richiesti.
  • L’evento è suddiviso in due blocchi temporali: Mattina e Pomeriggio. La richiesta di partecipazione va inviata per ogni blocco a cui si desidera partecipare: Mattina e/o Pomeriggio.
  • I posti e gli ingressi alla Sala Polifuzionale sono limitati e soggetti a identificazione tramite documento di identità da esibire ai controlli di sicurezza che verranno effettuali all’ingresso di Via Santa Maria in Via, 37b (Galleria Alberto Sordi) Roma.

Di seguito troverete i due moduli (Mattina e Pomeriggio) da compilare. La nostra Segreteria resta a disposizione per qualsiasi informazione all’indirizzo segreteria@ital-brand.com.

SAVE THE DATE! – 25 SETTEMBRE 2018

 

Save the Date!

Martedì 25 Settembre 2018,

dalle 10.00 alle 18.00, si svolgerà a Roma la Conferenza di Organizzazione del Padiglione Italia alla China World Football Expo 2018.

Il Consorzio Ital-Brand, in collaborazione con il Comitato Nazionale FairPlay Italia, allo scopo di assicurare la partecipazione coordinata ed il contributo del Sistema Italia allo sviluppo dell’industria del calcio in Cina, hanno concordato di organizzare l’area italiana nella CWFE in un unico padiglione. L’obiettivo è, inoltre, quello di favorire la presenza, esportandone l’eccellenza nei centri commerciali che saranno costruiti insieme agli stadi, delle filiere produttive italiane interessate.

Ultimo appuntamento in vista della CWFE di Pechino (30/11-2/12), la giornata sarà articolata in diversi panel di interventi settoriali che prevedono il contributo delle principali associazioni d’impresa del nostro paese, di rinomati enti di formazione, di esperti in finanza, management e di esponenti del mondo del calcio italiano.

A breve sarà pubblicato il programma definitivo dell’evento.

STAY TUNED! 

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi